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Dopo il 12 dicembre, costruire un coordinamento operaio.
Rilanciare la lotta contro PD, Renzi e Unione Europea
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dicembre...
La
mobilitazione generale del 12 dicembre ha ottenuto risultati molto buoni. Nei
luoghi di lavoro l'adesione è stata molto alta, i cortei molto partecipati. A
Genova due cortei sono confluiti in Piazza De Ferrari ad ascoltare il comizio
del segretario FIOM Maurizio Landini. Circa 3 mila persone hanno ascoltato
parole per lo più condivisibili contro il Governo, contro Renzi, la
corruzione, la degenerazione del sistema cooperativo. L'atmosfera in piazza
era molto buona, i manifestanti avevano presente che il nemico è chi governa
lo Stato e gli enti locali. Gli slogan stavano tutti dentro questa cornice.
In piazza nessun lavoratore chiedeva il ritorno ad una nuova concertazione:
avevano capito che era uno sciopero contro il governo e per questo si sono
mobilitati. I dirigenti del PD in piazza hanno mostrato (Cofferati in testa)
la loro faccia da culo, spesso sono stati fischiati, alcune volte si sono
rifiugiati sotto la protezione di alcuni dirigenti sindacali che fanno come
al solito il doppio gioco. Non doveva esser facile per i lavoratori genovesi
ripetere dopo neanche un mese uno sciopero generale che porta via una parte
cospicua di uno stipendio già magro di suo. Per questo è comprensibile vedere
delegazioni ridotte delle fabbriche e delle aziende in lotta (Esaote, Ratto,
AMIU e AMT). Scioperare costa e spesso i risultati non si vedono. Una buona
riuscita dunque che lancia un messaggio a Renzi e al PD nonostante la solita
manfrina dei dirigenti Cgil che, anche quando sono costretti a mobilitarsi,
fanno di tutto per far fallire le mobilitazioni ed ingannare i lavoratori.
Sotto questo aspetto non si può non notare come la signora Camusso (vero
rappresentante degli interessi di una parte del Partito Democratico nel
sindacato) abbia compiuto il suo solito lavoro antioperaio dichiarando
testualmente alla vigilia dello sciopero che Renzi non è il nemico. Per fare capire
come la pensa ha dichiarato che il governo aveva sollevato una speranza e che
deve lavorare per realizzarla. Quella speranza, per i lavoratori scesi in
piazza è un incubo ma per le burocrazie sindacali questo è evidentemente un
dettaglio. La Cgil da anni inganna i lavoratori in tutti i modi. E'
finanziata dai governi da cui dovrebbe difendere la classe operaia, sostiene
leggi selvagge contro i lavoratori. Non lotta e quando è costretta a farlo
lavora scientificamente per separare le vertenze. I lavoratori lo sanno,
disertano spesso le assemblee sindacali e sono sfiduciati, detto questo non
hanno spesso alternative e sono costretti a lavorare con gli strumenti che
hanno a disposizione. In questo dovrebbero essere accompagnati dai sindacati
di base che devono acquistare forza lavorando nelle contraddizioni che si
aprono ogni volta che la situazione lo permette. In questo senso l'adesione
ultracritica di alcuni sindacati di classe allo sciopero del 12 dicembre ci
pare una scelta giusta. Contemporaneamente occorre lavorare affinchè si
riorganizzi una forza politica comunista che fornisca sostegno e
rappresentanza politica alle forze combattive dei sindacati e dei lavoratori.
Fino a chè i comunisti non sapranno ricostruire questo partito non possiamo
chiedere al sindacato di supplire alle nostre mancanze cambiando lavoro. La
lotta dei lavoratori non va divisa ma va unita, i burocrati sindacali vanno
cacciati dalle loro sedie, la lotta va spostata sul piano politico. Questa è
la nostra posizione, questo è l'atteggiamento con il quale cerchiamo di
supportare i lavoratori, i coordinamenti di lotta e le iniziative unitarie
della sinistra di classe. Stella Rossa Genova
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